Kenny
Wheeler è fra i più versatili solisti oggi in attività. Non sfigura
né nei contesti bop né tra le più spericolate formazioni d’avanguardia.
Benché viva in Inghilterra dal 1952 e sia ritenuto un musicista inglese,
Kenny Wheeler è nato in Canada nel 1930. Wheeler comincia a suonare
nella sua città natale - St. Catherines - incoraggiato dal padre,
suonatore di trombone. Al Conservatorio di Toronto studia tromba,
armonia e composizione con Rodney Bennett e William Russo. Subì dapprima
l’influenza di Buck Clayton e Roy Eldrige e si orientò succesivamente
verso il bebop: soprattutto Miles Davis e Fats Navarro. Trasferitosi
a Londra, Wheeler alterna al lavoro come musicista di sezione in orchestre
da ballo e commerciali con tournée al fianco di band dalle sonorità
squisitamente più moderne quali quelle di Joe Harriott e Ronnie Scott;
nel 1959 si unsce alla Johnny Dankworth band con cui debutta al Jazz
Festival di Newport e all’interno della quale divenne una delle voci
solistiche più importanti. A coronare la sua collaborazione con l’orchestra
di Dankworth fu la registrazione del suo primo album come leader Windmill
Tilter, caratterizzato da composizioni per big band basate sul Don
Quixote di Cervantes. Verso la metà degli anni ‘60 Wheeler poteva
già vantare al suo attivo la collaborazione con le big band di Ronnie
Scott, Joe Harriot, Tubby Hayes, Friedrich Gulda e la Clarke-Boland
Orchestra. Nel 1966 un incontro casuale con il percussionista John
Stevens al Little Theatre Club di Londra dà una svolta alla carriera
di Wheeler. Con grande stupore dei musicisti della sua generazione
il trombettista si cimenta nella musica improvvisata suonando sia
con l’Ensemble Spontaneous Music di Stevens che con il gruppo di Tony
Oxley. Grazie al sassofonista Evan Parker e al chitarrista Derek Bailey,
Kenny viene introdotto nella Globe Unity Orchestra, la big band tedesca
diretta dal pianista Alexander von Schlippenback, con cui registrerà
numerosi album nel corso di una lunghissima collaborazione lungo gli
anni. Nel 1971 Anthony Braxton, impressionato dall’abilità di Wheeler
nel suonare le parti dell’album The Complete Braxton, lo invita ad
entrare a far parte del suo gruppo. La musica di Braxton diviene la
principale attività per Wheeler fino al 1976, quando sopraffatto dalle
difficoltà legate al pendolarismo fra Londra e New York lascia la
collaborazione col quartetto. Nel frattempo tuttavia Wheeler registra
anche Song For Someone, un disco che contrappone elementi free a elementi
jazz (diventato Melody Maker Album Of The Year nel 1975), e Gnu High,
un album che conserva ancor oggi un’intatta freschezza, mettendo in
luce una poetica intimista ma anche ricca di slancio. Il disco, inciso
con Keith Jarrett, Dave Holland e Jack DeJohnette venne concordemente
definito dalla critica un nuovo picco sia per il trombettista che
per l’etichetta: Quintessential (Stereo Review), Unbeatable (Melody
Maker), Superb (Jazz Forum), Miraculous (Time Out) etc. Anche se gli
stessi critici però si rivelarono meno loquaci a favore del trio Azimuth
(Wheeler, John Taylor e Norma Winstone) i cui album tutti incisi per
la ECM si distinguono in quanto a sottigliezza e per questo richiedono
un ascolto più attento per un completo apprezzamento. Nel 1977 Wheeler
registrò Deer Wan con Jan Garbarek, John Abercrombie, Dave Holland,
Jack DeJohnette e Ralph Towner. L’album fu subito considerato la più
completa espressione delle intenzioni musicali di Wheeler e un critico
lo valutò così: "Garbarek può benissimo essere il partner in prima
linea ideale del trombettista... il loro stile è caratterizzato da
una specie di ascetismo; e quando si esibiscono in tandem l’effetto
è raddoppiato". Nel 1979 Wheeler entra a far parte del Dave Holland
Quintet. La registrazione di Double, Double You risale al 1983 ed
è stata realizzata con una diversa line-up: Michael Brecker, John
Taylor, Dave Holland e Jack DeJohnette. Ancora una volta i critici
rimasero entusiasti da questo lavoro come questo estratto da Fanfare
ben testimonia: "Wheeler è uno dei trombettisti più affascinanti.
Per quest’ultimo album si serve del prolifico sassofonista tenore
Mike Brecker per rafforzare ancora più la front-line. John Taylor,
Dave Holland e Jack DeJohnette forniscono una potente sezione ritmica,
sensuale, raffinata e munita inoltre di un’incredibile forza individuale
... Ne raccomandiamo vivamente l’ascolto". Nel 1988 fa una tournée
con il suo nuovo quintetto composto da John Abercrombie, John Taylor,
Dave Holland e Peter Erskine accolti con entusiasmo da stampa e pubblico.
Una stessa accoglienza è riservata anche al tour del 1990 che segue
le registrazioni di The Widow in the Window e di Music for Large and
Small Ensemble, altri due assoluti capolavori a firma del grande trombettista
canadese. In particolar modo nel secondo titolo si possono ammirare
appieno tutte le straordinarie qualità e l’assoluta originalità di
Wheeler quale arrangiatore. A metà degli anni ‘90 Wheeler sfodera
un altro capolavoro assoluto: Angel Song. Il lavoro è inciso questa
volta con una band unica ed eccezionale che vede al fianco del solista
anglo-canadese il chitarrista Bill Frisell, il sassofonista Lee Konitz
e il contrabbassista Dave Holland. Il disco, ancora una volta acclamato
dalla critica, trae la sua forza e la sua novità dal magistrale interplay
dei musicisti ed è senz’altro uno dei risultati più originali e inconfondibili
dell’arte del trombettista. L’ultima sua incisione A Long Time Ago
sempre per la ECM vede un ensemble di ottoni assieme ad un trio composto
dallo stesso Wheeler, John Taylor e il chitarrista John Parricelli
che combina magnificamente una sonorità di tipo classico e una più
vicina al jazz. Di prossima pubblicazione inoltre un disco in duo
con John Taylor per l’etichetta italiana EGEA. Attualmente Wheeler
è alla guida di un quartetto con John Taylor, Chris Laurence e Adam
Nussbaum. Kenny Wheeler è inoltre un attivo docente di musica in numerosi
seminari internazionali che si svolgono in tutto il mondo. Per descrivere
la sua stessa poetica Wheeler ironicamente si definisce stilisticamente
un musicista "schizofrenico" in cui due diversi suonatori sembrano
continuamente competere per avere la meglio nei suoi soli. Da una
parte c’è il musicista melanconico e romantico, influenzato da Art
Farmer o dal Miles Davis di Kind of Blue; dall’altra invece c’è un
trombettista molto più libero e spregiudicato e altrettanto espressivo
di un Don Cherry o di un Tomas Stanko. Difficile è dire quale di questi
Wheeler è stato più importante per la più giovane generazione di trombettisti.
Come compositore, invece, si può senz’altro dire che Wheeler abbia
pochi eguali nel jazz di questi ultimi anni. Infatti, la fluidità
dei suoi temi e il suo gusto per le armonie più inusuali fanno di
Kenny un musicista stimatissimo da tutti i suoi colleghi. Tra l’altro,
ad aggiungersi ad una straordinaria versatilità in ambito jazz, la
sua attività di compositore si sta estendendo in questi anni anche
verso musicisti di ambito classico: il pianista Alexander Lonquich
ha eseguito in diverse sale e città europee un brano per lui scritto
da Wheeler e più recentemente uno dei migliori ensemble europei di
musica antica ha suonato assieme al trombettista canadese dei brani
scritti per ensemble di viole da gamba e voce. Nonostante la severa
autocritica e la sua quasi leggendaria avversione al riconoscimento,
Kenny Wheeler rimane oggi uno dei trombettisti e dei suonatori di
flicorno più ricercati in Europa e nel mondo. Tra le numerose collaborazioni
oltre a quelle già sopra citate menzioniamo anche: The Berlin Contemporary
Jazz Orchestra, Ralph Towner, Nguyên Lê, Paul Bley, Kenny Werner oltre
a numerosissimi altri.