La
programmazione di Jazle, arrivata ormai alla sua sesta edizione, riprende
con un concerto d’eccezione: STEVE TURRE ed il suo quartetto. Messicano
d’origine, ma cresciuto musicalmente negli Stati Uniti, Turre è senza
dubbio uno dei più innovativi jazzisti al mondo, avendo assorbito
elementi di mariachi, di blues, di musica afro cubana e di jazz. Grande
trombonista e suonatore di conchiglie marine, inizia la sua lunga
carriera e si rende noto al pubblico nel 1972, anno in cui entra nella
band del mitico Ray Charles. Nel 1973 Woody Shaw, suo mentore, lo
porta nei Jazz Messengers di Art Blakey. Successivamente collabora
con diversi musicisti, spaziando dal jazz al latin sino al pop. Dizzy
Gillespie, McCoy Tyner, J.J.Johnson, Herbie Hancock, Lester Bowie,
Tito Puente, Mongo Santamaria, Max Roach, Pharoah Sanders, e Roland
Kirk: sono solo alcuni dei grandi con cui Turre ha suonato. E’ questo
il periodo in cui, emulando alcuni suoi avi, Turre si dedica anche
alle conchiglie, che suona ormai regolarmente nelle sue incredibili
performances, Oltre a far parte dal 1984 della Saturday Night Live
Band, Turre è leader di diverse altre formazioni. Nutrita la sua produzione
discografica: da “Sanctified Shells”, con ospite Dizzy Gillespie,
a “Rhythm within”, con Hancock e Pharoah Sanders, a “Steve Turre”,
con Cassandra WIlson e Randy Brecker, a “Lotus Flower”, impreziosito
da una sezione d’archi (tutti incisi per la storica Verve), sino alle
ultime produzioni, tra le quali “In the spur of the moment”, con Ray
Charles e Chucho Valdes, “One4J”, dedicato a J.J.Johnson, sino all’ultimo
“The spirits up above”, dedicato alla musica di Raahsan Roland Kirk.
Steve Turre continua oggi il suo percorso musicale, in continua evoluzione,
sia come musicista che come arrangiatore. Un quartetto d’eccezione,
quindi, per un viaggio musicale senza confini, tra passato e futuro.